Per trasformarci, per cambiare, per rinascere
bisogna scavare, bisogna avere cura, bisogna ascoltare
Semplicemente ASCOLTARE…

In order to transform ourselves, change, be reborn;
we need to dig deep, take good care, and most important of all…
ListenJust LISTEN

Ars Destruens è un’installazione d’arte, esposta durante il Festival Multimediale Diffrazioni, a Firenze presso Le Murate.Progetti Arte Contemporanea.

Evento di importanza internazionale, luogo di incontro, conoscenza, scoperta…

In cartellone con artisti di fama internazionale, Ars Destruens, partecipa alla terza edizione del festival.

COS’E’ ARS DESTRUENS

 

Ars Destruens crea, distruggendo. E’ la trasposizione di un percorso di vita, di una strada dell’anima. Un kintsugi moderno, che alla ferita concede il posto supremo di demiurgo. Il passaggio, l’evoluzione, diventare qualcos’altro scomponendo e sacrificando la propria interezza a fronte di un nuovo sé.

Consiste in una trasformazione dell’arte che avviene tramite l’incisione del quadro; le vibrazioni, generando suoni, cambiano forma all’arte: la pittura si lega simbolicamente al suono. Lo crea, con i suoi graffi. Le sue ferite.

La ferita oltretutto può essere lenita da pennellate di colore. Le trasformano, ne hanno cura. L’opera viene destrutturata e non prevede e non giustifica un atteggiamento passivo, tutt’altro: è un’installazione viva, si completa solo attraverso l’interazione concreta con i fruitori.

Ars Destruens does exactly what it name suggests, it creates while destroying. It’s an insight through a road to the soul. A modern day kintsugi that gives the crack a demiurge’s divine importance. The journey, the evolution to create a new existence by decomposing and sacrificing its own old being.

Ars Destruens’ principle is simple. Create art by destroying art.

Transform it by scratching the picture, the vibrations will generate different sounds that grow together to create art in the form of a music piece. A musical composition is generated by the cracks made on the painting. Its own cracks. Cracks that can be healed with paint and brushes, thus becoming something new again thanks to the piece’s non passive observants. And so on Ars Destruens continues to be alive in an eternal circle of Creation and Destruction.

 

 

PERCHE’ “ARS DESTRUENS”?

Ricerca, conoscenza, ambizione, scoprire e sperimentare, emozionarmi e così condividere. L’arte di donare corrisponde al dono che l’arte mi ha regalato. Cerco di esprimere, senza forzare nessuna intenzione. L’intento non è quello di convincere ma è quello di condividere il più possibile con tutte le persone che ho la fortuna e la possibilità di incontrare. E’ l’incontro che mi permette di scoprire ed è la musica che mi permette di esprimere la potenza racchiusa nelle persone che solcano i miei stessi passi; fosse anche solo un passo: tutti hanno lo stesso potenziale, la stessa importanza. L’attenzione è sempre viva e vera nel presente, l’attimo, il dono. Quello che realizzo corrisponde ad una modalità di comunicazione che non mi sarebbe concessa in altri termini, per questo suono, per questo ora scrivo, per questo creo o cerco di farlo.

“Durante il festival ho avuto modo di incontrare tante storie, non scritte.
I graffi sulla tavola tracce. 
Le ferite, luoghi di accesso. 
Ho incontrato molte persone nel silenzio e non.
Qui in basso un racconto fotografico di questi giorni, intensi.”

In basso sono riportate le foto scattate al termine di ogni giornata del Diffrazioni Multimedia Festival 2019.
Ognuna di esse descrive un passaggio, un solco, una ferita con altrettante pennellate.
A volte si trattava di un momento di gioco, tra suono e colore altre volte, quelle più importanti, si trattava della reale relazione con noi stessi. Non è stato semplice sponare le persone a interagire con l’opera distruggendola forse perchè non si è in grado di scavare dentro noi stessi o semplicemente è per paura di trovare un volto a cui sarebbe difficile dare un nome. 
Custodisco molte storie, alcune raccontate senza parole e di una potenza di cui non riuscivo a capacitarmene; per alcuni ho creato un contatto con la propria intimità, non ne ero consapevole e non ne avevo né intenzione, sarebbe stata presunzione.
Eppure ho raccolto storie di un’intensità che quasi mi ha spaventato e non potevo tirarmi indietro, dovevo accoglierle.

ARS DESTRUENS

ARS DESTRUENS – Primo Giorno

ARS DESTRUENS – Secondo Giorno

ARS DESTRUENS – Terzo Giorno

ARS DESTRUENS – Quarto Giorno

ARS DESTRUENS – Quinto Giorno